Nel senso che dopo la “sbornia” delle ferie (per chi le ha potute fare…) e mentre si approssima un autunno caldo come l’Inferno su innumerevoli fronti, a partire dalla società civile, torno ad immergermi nella quotidianità degli scritti rimasti appesi e in attesa di essere completati.
Innanzitutto, partiamo dal racconto che da il nome al blog: “Le brigate della morte” è nel limbo delle buone intenzioni. Prima o poi lo finirò e (solo) allora comincerò a serializzarlo in queste pagine. Preferisco fare così piuttosto che pubblicarlo a singhiozzo con attese spaventose tra una puntata e l’altra. Sempre che Simone Sarasso e Daniele Rudoni (i creatori di “United We Stand” – www.unitedwestand.it ) mi lascino vivere…
Al contempo, proseguo a tappe forzate la prima stesura degli altri due romanzi a cui sto lavorando contemporaneamente.
Il primo è il seguito, ambientato tra la fine del 2006 e il 2007, de “Il tempo è dileguato“. Tornano dunque gli Emanuele Mannino e la Susi Imparato odierni, nel caos napoletano del delirio monnezzaro, con gli scontri in piazza e le maxi operazioni antidroga della Procura napoletana. Il titolo: “Fino alla fine del mondo“. Un romanzo che m’impegnerà a fondo e a lungo, che resterà nel mio cassetto sino a 2009 inoltrato, visto che come al solito il soggetto è tracimato sino a diventare un fiume in piena. Nella mia testa è un tomo da più di settecento pagine, ma non escludo che possa essere addirittura più grosso, perché più guardo i due faldoni che ho sulla scrivania e che formano solo una parte dei materiali di riferimento, oltre agli innumerevoli libri, musiche, articoli, pdf e notiziole scaricate dalla rete, e più mi convinco che sarà un’impresa titanica finirlo…
L’altro è come già “Policeman Blues“, la proposta rivista e corretta di una storia della serie originale che, nelle mie intenzioni di universitario poco più che diciottenne, avrebbe dovuto essere il mio primo romanzo. Il titolo è “L’angelo caduto“, e raccontava cosa è accaduto alla Susi originale negli anni in cui era rimasta separata dall’altro Emanuele Mannino, il poliziotto che assomigliava a Robert Redford. La storia è stata rivista e corretta il giusto, gli è stato dato un nuovo antefatto e un nuovissimo finale.
Entrambi saranno poi pubblicati da me medesimo, in assoluta e totale controllo, dal produttore al consumatore, su www.lulu.com, www.ilmiolibro.it e www.boopen.it (negli ultimi due, però, il download “aggratis” non è previsto. Per cui siete avvertiti…)
See ya.
Mario
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