E’ uscito l’ultimo romanzo di Maurice G. Dantec

Sinossi:

Quando un neurovirus psicogeno si insinua nel vostro cervello, quando i vostri sensi vi connettono ad una stazione spaziale Mir che si perde nello spazio profondo, quando uno Stato poliziesco e igienista vi cancella dalla circolazione perché pensa che sia possiate diventare troppo pericolosi, non avete molte altre alternative. A parte fare una rapina in banca e fuggire dall’altra parte del mondo…

“Non avevamo altre alternative, io e Karen, quando abbiamo deciso di fottere lo Stato che cercava di fottere le nostre vite”.

Un’autostrada che va verso il sud, con il suono di un sassofono kamikaze, la fuga allucinata di una coppia infettata da uno strano neurovirus che connette i loro cervelli ad una stazione spaziale Mir e al suo angelo custode, il jazzista Albert Ayler. Un viaggio al di là della realà e dell’infinito, attraverso stati alterati della coscienza e fasi di riadattamento.

Un Maurice Dantec nella vena di “Babylon Babies” e de “La Sirena Rossa”.

Ci si augura veramente sia così e la copertina del libro, edito da Albin Michel, in perfetto stile pop-art, à la Jim Steranko che disegna la Contessa Valentina Allegro De La Fontaine per la cover di un albo di Nick Fury, lascia ben sperare…

Vi saprò dire.

Me le canto e me le suono…

Pubblico questa recensione a “Il tempo è dileguato”, il mio libro disponibile per il download gratuito su http://www.lulu.com (seguite pure il link in questa stessa pagina), perché è troppo bella. Anche per essere vera…

Stupendo puzzle italo-partenopeo

  1. *
  2. *
  3. *
  4. *
  5. *
  6. *

30 nov 2008

di Peter Patti

Molti si chiederanno a che cosa serve il download gratuito se l’autore è così bravo. Serve, serve. Aiuta per esempio ad avvicinarsi al testo senza paura di prendere la classica “cantonata” e di poterne valutare con tutta calma la qualità. E’ a questo modo che ci si può appressare ai narratori non famosissimi e si arriva a conoscerli. Per me, Mario Uccella (il quale pubblica in maniera sottilmente ironica con la ‘Birdy Press’) è un’assoluta rivelazione, e questo suo Il tempo è dileguato rappresenta piuttosto un tentativo di ritrovarlo, quel tempo, raccontando vicende criminali in un’Italia (“Questo nostro paese dei sogni”) che ai più giovani sembrerà remotissima, ma che è quella dei cambiamenti su quali si fonda il nostro folle presente.
Uno dei pregi del romanzo sono i richiami a canzoni, fonti “culturali” ed eventi mondiali o strettamente legati alla famigerata Prima Repubblica: un vero piccolo dizionario della memoria. Noi in quale Repubblica viviamo? Nella Seconda? Nella Terza?… Beh, al di là delle nostalgie (irrisolvibili se non in forma artistica, come ci insegna Uccella), rimangono l’eccellente intreccio giallo, una manciata di personaggi indimenticabili e le loro vicende affettive – oltre alle loro passioni ideologiche -, che ce li rende così umani.

Facit: libro intelligente e scritto benissimo. Mario Uccella è una garanzia. Raccomandato!

n.b. le sei stelle sono il massimo della valutazione possibile.

Ma cos’è questa crisi?

Che siamo in recessione è chiaro pure ai bambini.

Che si debbano fare dei tagli e dei sacrifici sui beni di consumo è altrettanto chiaro.

Sarebbe naturale, per smuovere il mercato, che si abbassino i prezzi per favorire il commercio, gli acquisti…

Sarebbe.

E invece i geniacci di http://www.lulu.com hanno deciso di aumentare i prezzi di composizione e stampa dei libri…

I miei sono passati da un giorno all’altro e senza alcun preavviso da tredici + spese di spedizione (“Il tempo è dileguato”) e sette + spese (“Policeman Blues”) a diciannove + le spese il primo e quasi dieci + le spese, il secondo.

Persino Giuseppe Genna nel suo sito (www.giugenna.com) ne ha parlato e se ne è lamentato al punto di sospendere la vendita di “Medium”, il suo romanzo più personale, pubblicato attraverso quel sito. Credo che persino Simone Sarasso e Daniele Rudoni, gli autori di “U.W.S.” abbiano avuto identiche difficoltà, ritirando le copie del quarto numero della loro miniserie a fumetti pochi giorni dopo la pubblicazione con la scusa ufficiale di errori nella stampa…

Per quel che mi riguarda, ho impostato a zero i miei guadagni per la stampa delle copie, come già avevo fatto per il download, gratuito da tempo, e che mi sta dando molte soddisfazioni, con quasi cinquecento copie scaricate del romanzo “Il tempo è dileguato”.

Questo sempre che si voglia offrire il beneficio del dubbio al contatore accessi di lulu e, visto l’andazzo, sinceramente, non so se vale la pena di stare a credergli…

Mario

Four hundred twentythree and counting…

423 su 512.

Quattrocentoventitre download su cinquecentododici contatti sul sito di lulu.com.

“Il tempo è dileguato” si sta rivelando quello che si dice un long download seller, ovvero un campione dei download, Otto persone su dieci di quelle che capitano nella pagina che lo riguarda, lo scaricano senza pensarci due volte, magari basandosi solo sulla descrizione della storia o leggendo in pdf le prime dieci pagine del romanzo.

Non l’avrei mai creduto possibile.

Facendo un paragone (molto aleatorio, sia chiaro) si potrebbe dire che se l’avessi pubblicato in maniera “seria”, ovvero se qualcheduno di coloro che mi hanno contattato per spillarmi quattrini ci avesse creduto davvero, adesso si ritroverebbe tra le mani un libro campione di vendite (il paragone sembrerà irriverente, ma pensateci: l’80% di download, l’80% di vendite… su mille copie sono 800 vendute!) come pure lo sembra “Policeman Blues”, stabilmente oltre il 90% dei download sin dal suo apparire su lulu.com.

Sapete qual’è l’unico mio cruccio?

Che sino ad ora nessuno si sia fatto vivo in qualche modo per contattarmi, dirmi cosa ne pensa del mio libro, anche se lo trova una ciofeca illeggibile…

Nessuno.

Strano vero?

Eppure è così.

Beh, sapete cosa voglio dirvi?

Grazie lo stesso. E prometto che il seguito, atteso per il 2009, dal titolo “Fino alla fine del mondo”, sarà anche meglio.

See ya.

Butch Cassidy se n’è andato…

<!– /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:””; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:”Times New Roman”; mso-fareast-font-family:”Times New Roman”;} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} –>
/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

Mentre Henry Gondorff starà organizzando la più maestosa Stangata nei secoli dei secoli.

Intanto, Eddie Felson sta raggiungendo Minnesota Fats in paradiso per cominciare la più grande ed interminabile partita a biliardo della storia.

Paul Newman (1925-2008)

In memoriam

Paul Newman come Detective Harper

Paul Newman come Detective Harper

Io ve lo dico. Eh si, ve lo dico…

Nel senso che dopo la “sbornia” delle ferie (per chi le ha potute fare…) e mentre si approssima un autunno caldo come l’Inferno su innumerevoli fronti, a partire dalla società civile, torno ad immergermi nella quotidianità degli scritti rimasti appesi e in attesa di essere completati.

Innanzitutto, partiamo dal racconto che da il nome al blog: “Le brigate della morte” è nel limbo delle buone intenzioni. Prima o poi lo finirò e (solo) allora comincerò a serializzarlo in queste pagine. Preferisco fare così piuttosto che pubblicarlo a singhiozzo con attese spaventose tra una puntata e l’altra. Sempre che Simone Sarasso e Daniele Rudoni (i creatori di “United We Stand” – http://www.unitedwestand.it ) mi lascino vivere…

Al contempo, proseguo a tappe forzate la prima stesura degli altri due romanzi a cui sto lavorando contemporaneamente.

Il primo è il seguito, ambientato tra la fine del 2006 e il 2007, de “Il tempo è dileguato“. Tornano dunque gli Emanuele Mannino e la Susi Imparato odierni, nel caos napoletano del delirio monnezzaro, con gli scontri in piazza e le maxi operazioni antidroga della Procura napoletana. Il titolo: “Fino alla fine del mondo“. Un romanzo che m’impegnerà a fondo e a lungo, che resterà nel mio cassetto sino a 2009 inoltrato, visto che come al solito il soggetto è tracimato sino a diventare un fiume in piena. Nella mia testa è un tomo da più di settecento pagine, ma non escludo che possa essere addirittura più grosso, perché più guardo i due faldoni che ho sulla scrivania e che formano solo una parte dei materiali di riferimento, oltre agli innumerevoli libri, musiche, articoli, pdf e notiziole scaricate dalla rete, e più mi convinco che sarà un’impresa titanica finirlo…

L’altro è come già “Policeman Blues“, la proposta rivista e corretta di una storia della serie originale che, nelle mie intenzioni di universitario poco più che diciottenne, avrebbe dovuto essere il mio primo romanzo. Il titolo è “L’angelo caduto“, e raccontava cosa è accaduto alla Susi originale negli anni in cui era rimasta separata dall’altro Emanuele Mannino, il poliziotto che assomigliava a Robert Redford. La storia è stata rivista e corretta il giusto, gli è stato dato un nuovo antefatto e un nuovissimo finale.

Entrambi saranno poi pubblicati da me medesimo, in assoluta e totale controllo, dal produttore al consumatore, su http://www.lulu.com, http://www.ilmiolibro.it e http://www.boopen.it (negli ultimi due, però, il download “aggratis” non è previsto. Per cui siete avvertiti…)

See ya.

Mario

Chiaiano, Napoli, Italia, Mondo

(tratto dal blog di Beppe Grillo)

Padre Alex Zanotelli, per me una scheggia del cuore di Cristo, mi ha inviato questa lettera da Napoli. Il business dell’emergenza è il futuro della Campania, l’assicurazione sulla vita della politica inquinata. L’emergenza giustifica i mezzi e il fine sono sempre i soldi.

Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest’estate infuocata. La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12:
“ Solo falsità l’uno all’altro si dicono:
bocche piene di menzogna,
tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.
Come rettili strisciano,
e i più vili emergono,
è al colmo la feccia.”
Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto che Napoli è solo la punta dell’iceberg di un problema che ci sommerge tutti.Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l’11% del mondo consuma l’88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti. I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a riciclare tutto, a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma soprattutto a vivere con sobrietà.
E’ stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent’anni a sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali, avevano deciso nel 1989, nel ristorante “La Taverna” di Villaricca”, di sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli) e nelle campagne del Casertano. Questi rifiuti tossici “bombardano” oggi, in particolare i neonati, con diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni , leucemie.
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto.
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai potentati economici-finanziari.Infatti questa regione è stata gestita dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti,scelti dai vari governi nazionali che si sono succeduti. In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre sette milioni di tonnellate di “ecoballe”, che di eco non hanno proprio nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono nè incenerire, né seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro percolato quelle splendide campagne denominate “Taverna del re “.
E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro.Noi, senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte. Il nostro non è un disastro ecologico -lo dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi finanziari. Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano nell’inceneritore di Acerra, l’altra che permetteva di dare il Cip 6 (la bolletta che paghiamo all’Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che “trasformano la merda in oro -come dice Guido Viale- Quanto più merda, tanto più oro!”.
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli funzionare. Da solo l’inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000 tonnellate all’anno! E’ chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente (al 70 %), non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori. E’ da 14 anni che non c’è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo decreto per la Campania sono devastanti. ”Se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che è definito “tossico” altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato “pericoloso”qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d’Italia e i nuovi tribunali speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di tutelare, come altrove accade, i diritti dei Campani …
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all’inceneritore di Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte delle forze dell’ordine,è terrorizzata e ha paura di scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo.Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :”Lutto cittadino.La democrazia è morta ad Acerra.Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.” Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso parteciparvi!) Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che ha “subito” per costruire l’inceneritore ad Acerra! (Ricordo che la Fibe è sotto processo).Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno prima l’ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte italiane e una straniera, a gestire i rifiuti.Quella italiana sarà quasi certamente la A2A ( la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti, si papperà anche l’acqua di Napoli.Che vergogna! E’ la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l’economia di shock! Lì dove c’è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!)…
Non abbandonateci. E’ questione di vita o di morte per tutti. E’ con tanta rabbia che ve lo scrivo.Resistiamo!”.Padre Alex Zanotelli, Napoli, 12 luglio 2008