Butch Cassidy se n’è andato…

<!– /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:””; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:”Times New Roman”; mso-fareast-font-family:”Times New Roman”;} @page Section1 {size:595.3pt 841.9pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} –>
/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

Mentre Henry Gondorff starà organizzando la più maestosa Stangata nei secoli dei secoli.

Intanto, Eddie Felson sta raggiungendo Minnesota Fats in paradiso per cominciare la più grande ed interminabile partita a biliardo della storia.

Paul Newman (1925-2008)

In memoriam

Paul Newman come Detective Harper

Paul Newman come Detective Harper

Annunci

Io ve lo dico. Eh si, ve lo dico…

Nel senso che dopo la “sbornia” delle ferie (per chi le ha potute fare…) e mentre si approssima un autunno caldo come l’Inferno su innumerevoli fronti, a partire dalla società civile, torno ad immergermi nella quotidianità degli scritti rimasti appesi e in attesa di essere completati.

Innanzitutto, partiamo dal racconto che da il nome al blog: “Le brigate della morte” è nel limbo delle buone intenzioni. Prima o poi lo finirò e (solo) allora comincerò a serializzarlo in queste pagine. Preferisco fare così piuttosto che pubblicarlo a singhiozzo con attese spaventose tra una puntata e l’altra. Sempre che Simone Sarasso e Daniele Rudoni (i creatori di “United We Stand” – http://www.unitedwestand.it ) mi lascino vivere…

Al contempo, proseguo a tappe forzate la prima stesura degli altri due romanzi a cui sto lavorando contemporaneamente.

Il primo è il seguito, ambientato tra la fine del 2006 e il 2007, de “Il tempo è dileguato“. Tornano dunque gli Emanuele Mannino e la Susi Imparato odierni, nel caos napoletano del delirio monnezzaro, con gli scontri in piazza e le maxi operazioni antidroga della Procura napoletana. Il titolo: “Fino alla fine del mondo“. Un romanzo che m’impegnerà a fondo e a lungo, che resterà nel mio cassetto sino a 2009 inoltrato, visto che come al solito il soggetto è tracimato sino a diventare un fiume in piena. Nella mia testa è un tomo da più di settecento pagine, ma non escludo che possa essere addirittura più grosso, perché più guardo i due faldoni che ho sulla scrivania e che formano solo una parte dei materiali di riferimento, oltre agli innumerevoli libri, musiche, articoli, pdf e notiziole scaricate dalla rete, e più mi convinco che sarà un’impresa titanica finirlo…

L’altro è come già “Policeman Blues“, la proposta rivista e corretta di una storia della serie originale che, nelle mie intenzioni di universitario poco più che diciottenne, avrebbe dovuto essere il mio primo romanzo. Il titolo è “L’angelo caduto“, e raccontava cosa è accaduto alla Susi originale negli anni in cui era rimasta separata dall’altro Emanuele Mannino, il poliziotto che assomigliava a Robert Redford. La storia è stata rivista e corretta il giusto, gli è stato dato un nuovo antefatto e un nuovissimo finale.

Entrambi saranno poi pubblicati da me medesimo, in assoluta e totale controllo, dal produttore al consumatore, su http://www.lulu.com, http://www.ilmiolibro.it e http://www.boopen.it (negli ultimi due, però, il download “aggratis” non è previsto. Per cui siete avvertiti…)

See ya.

Mario